La magia e le superstizioni nell’opera teatrale Non è vero... ma ci credo! di Peppino De Filippo

Pro gradu -tutkielma
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In questa tesi analizzo gli elementi della superstizione nell’opera Non è vero... ma ci credo! dello scrittore e attore napoletano Peppino De Filippo. Come quadro teorico utilizzo, tra gli altri, l’opera Sud e magia di Ernesto De Martino. Nella ricerca esamino anche la dimensione sociale della superstizione nel contesto storico dell’epoca e il modo in cui la condizione femminile emerge nell’opera di De Filippo. Come metodologia di ricerca adotto un approccio fenomenologico-religioso e con il mio metodo analizzo l’esperienza della pratica religiosa del protagonista e cerco di identificare pensieri ed elementi religiosi nell’opera. Lo studio è di natura qualitativa e si basa sul metodo compilativo. La trama della storia è ambientata nella Napoli degli anni ’40. Nell’opera il protagonista maschile, “il Commendatore” crede in elementi magici, il che risulta particolarmente atipico rispetto al contesto storico dell’epoca, poiché la magia è stata spesso considerata una credenza tipicamente femminile e, in particolare, delle donne appartenenti alle classi meno abbienti. Nella sezione di analisi emerge che nell’opera sono presenti numerosi elementi di superstizione come il gobbo, la caduta della cartella, i funerali, il maltempo, il gatto nero, le suore di Misericordia, il ferro di cavallo, lo sfregamento del corno rosso, nonché la credenza nei cattivi presagi e nei cattivi annunci. Il protagonista vive la superstizione in modo intenso e cerca di influenzare il comportamento e le credenze degli altri personaggi. Il personaggio principale è percepito come una figura temibile, dotata di grande potere. La posizione delle donne nell’opera è contraddittoria: da un lato esprimono opinioni apertamente, dall’altro queste non vengono ascoltate né seguite. Nell’analisi emerge anche quale tipo di rapporto esiste tra il cattolicesimo e la magia; i confini tra questi due non sono affatto netti e, nel contesto meridionale, possono sovrapporsi e coesistere.

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