Adattamento e amplificazione: Romanzo criminale e Gomorra, dal testo al grande, poi al piccolo schermo
Pysyvä osoite
Verkkojulkaisu
DOI
Tiivistelmä
Due opere dei primi anni di questo secolo, Romanzo criminale di Giancarlo De Cataldo e Gomorra di Roberto Saviano, inserite e commentate a vario titolo nel manifesto della New Italian Epic, sono state soggetto dello stesso processo di adattamento e amplificazione: dal testo di ciascuna di esse è stata tratta la sceneggiatura di un film, in seguito amplificato in due serie televisive, una conclusa, l’altra ancora in fieri. La differenza tra gli esiti di questa amplificazione risiede sicuramente nel fatto che mentre Romanzo criminale prendeva spunto da eventi di cronaca ben inquadrabili in un determinato periodo storico (le vicende legate alle attività criminali della Banda della Magliana negli anni Settanta del Novecento), il complesso impianto dell’oggetto narrativo non-identificato (definizione di Wu Ming) Gomorra ha dato la possibilità agli sceneggiatori della serie televisiva di immaginare una prosecuzione continuamente aggiornata delle vicende legate ai personaggi appositamente creati per il piccolo schermo. È importante qui ricordare che tra gli sceneggiatori dei film e delle serie televisive figurano gli stessi autori delle opere letterarie in esame.
Partendo dalle premesse teoriche di Hutcheon e O’Flynn (2013) sull’adattamento come processo e come prodotto di una serie di complesse operazioni di cambiamento, trasposizione intersemiotica, riformattazione in due sistemi semiotici simili (cinema e televisione), si vogliono indagare le dinamiche di adattamento e amplificazione nei due casi specifici, anche alla luce del dibattito sulle implicazioni morali e comportamentali della popolarità della serie televisiva Gomorra, che costituisce un importante argomento di discussione sulla sopravvivenza del(le motivazioni della creazione del) testo letterario, nella ricezione di un pubblico più ampio di quello “primario” dei lettori.