La simulazione del parlato e la traduzione letteraria : Analisi della traduzione finlandese della Vita bugiarda degli adulti di Elena Ferrante

Pro gradu -tutkielma
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Questa tesi di laurea studia i mezzi di rappresentazione del parlato nella traduzione letteraria in finlandese. Attraverso l'analisi dei dialoghi del romanzo di Elena Ferrante La vita bugiarda degli adulti e della sua traduzione in finlandese Aikuisten valheellinen elämä a cura di Helinä Kangas, il presente studio cerca di rispondere a due domande: 1) con quali mezzi chi scrive e chi traduce imitano il parlato nel dialogo scritto e 2) se sulla traduzione influiscono i cosiddetti universali traduttivi, in quale misura ciò avviene? In primo luogo, viene presentato il contesto teorico dello studio, che si basa principalmente sul lavoro di Liisa Tiittula e Pirkko Nuolijärvi Puheen illuusio suomenkielisessä kaunokirjallisuudessa (2013) per individuare i mezzi linguistici adatti a creare la simulazione del parlato. Dopo le riflessioni sulla simulazione del parlato, verranno presentate la sua correlazione con le pratiche traduttive e la questione degli universali traduttivi. In un secondo momento, nella sezione dedicata all’analisi, verranno presentati alcuni esempi dei dialoghi. Il metodo di ricerca di questo studio è qualitativo, in quanto si concentra su un’analisi dettagliata e sulla descrizione di esempi specifici. L’analisi degli esempi riportati mostra che l’uso delle caratteristiche della lingua parlata varia nel testo di partenza (TP) e nel testo di arrivo (TA). Nel TA, l’impressione della lingua parlata è stata creata soprattutto attraverso l’uso di mezzi lessicali. In particolare, gli esempi mostrano l’uso di volgarismi e parole oscene e tabù come mezzo per imitare il parlato. Sia nel TP che nel TA, oltre ai mezzi lessicali, la simulazione del parlato è stata creata anche dalla brevità e dall’ellitticità delle frasi, caratteristiche tipiche del parlato legate alla natura conversazionale del discorso. Negli esempi citati nel corso dell’analisi, l’influenza degli universali traduttivi è poco evidente ma non inesistente. In alcuni di essi è riconoscibile un certo grado di esplicitazione, in particolare nell’uso del pronome “io” (minä), più frequente nel TA che nel TP.

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